35) Bohr. Incredibili sorprese.
La penetrazione nel mondo del sub-atomico  come i grandi viaggi
dei tempi di Colombo e ci che ritenevamo ormai risolto da tempo
ci ha riservato incredibili sorprese.
N. Bohr, I quanti e la vita, traduzione di P. Gulmanelli,
Boringhieri, Torino, 1974, secondo rist., pagine 48-50.

 Si pensi all'ammonizione perentoria circa la relativit di ogni
umano giudizio, che negli anni recenti ci  venuta dalla revisione
dei presupposti che stanno alla base dell'uso non ambiguo dei
concetti anche pi elementari come lo spazio e il tempo, revisione
la quale, nel rendere manifesta la dipendenza essenziale di ogni
fenomeno fisico dallo stato dell'osservatore, ha largamente
contribuito all'unit e bellezza dell'attuale descrizione
dell'universo.
Mentre l'importanza che queste grandi conquiste hanno per il
nostro orientamento generale  comunemente riconosciuta, non si
pu forse dire altrettanto per l'imprevista lezione epistemologica
che ci  venuta negli ultimi anni dall'aprirsi di nuovi campi di
ricerca per la fisica. La nostra penetrazione nel mondo degli
atomi, fin qui chiuso agli occhi dell'uomo,  in realt
un'avventura paragonabile ai grandi viaggi di scoperta dei
circumnavigatori e alle esplorazioni degli astronomi nelle
profondit degli spazi celesti. Com' ben noto, il meraviglioso
sviluppo dell'arte della sperimentazione fisica non solo ha
cancellato del tutto la vecchia credenza secondo cui la
grossolanit dei nostri sensi ci avrebbe per sempre impedito di
attingere direttamente ai singoli atomi, ma ha perfino mostrato
che gli atomi sono costituiti da corpuscoli ancora pi piccoli,
che possono venire isolati e studiati separatamente. Nello stesso
tempo abbiamo appreso, tuttavia, che le leggi naturali
precedentemente note, di cui  costituito il grandioso edificio
della fisica classica, sono valide solo per quei sistemi che
comprendono un numero praticamente infinito di atomi. Infatti le
nuove conoscenze sul comportamento dei singoli atomi o componenti
atomici hanno rivelato l'esistenza di un limite imprevisto alla
suddivisione di ogni azione fisica, il cui significato supera di
gran lunga la vecchia dottrina della limitata divisibilit della
materia e attribuisce a ogni processo atomico un peculiare
carattere d'individualit. Questa scoperta ha, in effetti, offerto
una base affatto nuova alla comprensione della stabilit
intrinseca della struttura atomica la quale, in ultima analisi,
condiziona le regolarit che si manifestano in ogni ordinaria
esperienza.
L'illustrazione pi chiara del cambiamento radicale introdotto
dallo sviluppo della fisica atomica nel nostro atteggiamento circa
la descrizione della natura sta forse nel fatto che anche il
principio di causalit, fin qui ritenuto fondamento indiscutibile
di ogni interpretazione dei fenomeni naturali, si  rivelato
incapace di abbracciare anche le regolarit caratteristiche dei
processi atomici individuali. Ognuno comprende che i fisici devono
aver avuto ragioni fortissime per rinunciare all'idea di
causalit; d'altra parte, nello studio dei fenomeni atomici
abbiamo visto ripetutamente problemi, ritenuti definitivamente
risolti da lungo tempo, riservarci le pi incredibili sorprese.
Sono ben noti quei misteriosi aspetti delle pi elementari
propriet della luce e della materia, che hanno impegnato i fisici
negli ultimi anni. Le contraddizioni incontrate in questo campo
sono in effetti non meno acute di quelle che al principio del
secolo diedero origine alla teoria della relativit e, come
allora, hanno trovato soluzione solo attraverso un pi attento
esame dei limiti imposti dalle nuove esperienze all'uso coerente
dei concetti impliciti nella descrizione dei fenomeni.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 887-888.
